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martedì 25 ottobre 2011

Ecco perché

Un uomo ascolta un altro uomo quasi sempre soltanto quando è troppo presto per ascoltarlo o quasi sempre soltanto quando è troppo tardi per ascoltarlo, quando invece è il momento giusto per ascoltarlo egli lo fa tacere e lo mortifica con l'indifferenza.

Alessandro Cives.

Suono del tardo pomeriggio
Alessandro Cives, Suono del tardo pomeriggio (foto).

mercoledì 19 ottobre 2011

Alcune delle mie opere pittoriche esposte nella mostra "Orizzonti".

Ecco qui alcune delle opere che potrete vedere dal vivo visitando la mia mostra intitolata "Orizzonti" attualmente ospitata dal Caffè Perù a Roma in Via Monserrato, 46.

L'ora del silenzio

La fine dei marziani

Il cielo prima della comparsa dell'uomo

La forma di vita che verrà

Stare insieme

L'Eneide

Consumato

Via Aurelia 2000 anni fa

Stop

lunedì 3 ottobre 2011

Mostra pittorica "Orizzonti" al Caffè Perù

Venerdì 7 ottobre - ore 19.00 presso il Caffè Perù in via Monserrato, 46 a Roma inizierà con una inaugurazione la seconda tappa della mia mostra intitolata "Orizzonti".
Avremo modo di inaugurare tutti assieme questa mostra con davanti un bel drink aperitivo ;-)
Quindi vi attendo a partire dalle 19.00. Ovviamente l'ingresso è Libero! :-)
Per chi ancora non ci fosse mai stato, la zona è quella del centro e più precisamente Palazzo Farnese.
I quadri resteranno in esposizione per tutto il mese di ottobre.
Vi aspetto tutti: amici, non amici, conoscenti, sconosciuti.. insomma TUTTI! :-)

Orizzonti

Un diario di immagini che narra le storie e le visioni ispirate da orizzonti fatti di suoni e di parole.
Gli orizzonti in cui si avventura l’ipotesi di una via Aurelia che non esiste più o forse non è mai esistita ma che ho immaginato durante le trasferte della mia attività musicale, gli orizzonti resi irraggiungibili dall’incubo di trovarsi in un labirinto la cui uscita, anche se ormai ad un passo, è nascosta dalla paura, gli orizzonti sbarrati dall’ora del silenzio che non permette più di correre a scoprire un città sconosciuta o anche dei possibili paesaggi al di là della città. Gli orizzonti pomeridiani mentre una tastiera di un computer affoga nel mare assieme al mouse, gli orizzonti infuocati durante la partenza di Enea dalla città di Troia completamente distrutta e in fiamme, gli orizzonti che, anche se non si avvertono più, non scompaiono neppure davanti alla sofferenza. Gli orizzonti di Marte con le sue piramidi, le stesse piramidi presenti sulla Terra,  gli orizzonti di Marte con il suo volto misterioso che guarda il cielo forse con lo sguardo su di noi, gli orizzonti oltre un paesaggio collinare di Gerusalemme, orizzonti però non certo misteriosi ai cinque oggetti non identificati sopra le tre crocifissioni, gli orizzonti dimenticati ma comunque presenti quando lo sguardo è rapito dall’ipotesi di un possibile cielo prima della comparsa dell’uomo, gli orizzonti dominati, conquistati, forse attesi o forse difesi da un guerriero tra passato e futuro, gli orizzonti stondati di un pianeta visto dallo spazio e messo in contatto con qualcosa di misterioso ma che riflette luce dall’universo, gli orizzonti oltre le mura di una stanza buia e confusa dove  i defunti hanno ancora sentimenti e desideri terreni, gli orizzonti di un pomeriggio infuocato romano in cui due culture diverse si incontrano e si amano, gli orizzonti astratti e serali lungo una strada e attraverso un momento della mia vita fatto di scoperte e di incertezze, gli orizzonti a cui non c’è tempo per pensare perché la catastrofe è già iniziata, gli orizzonti che dovevano ancora essere immaginati, dipinti, illustrati ma che al tempo stesso sono sempre esistiti. Quasi ovunque una presenza nel cielo o tra le nuvole dipinte sopra gli orizzonti.
Orizzonti raccoglie alcune tele e lavori su carta che vanno dal 2002 al 2010.